“La luce nel cuore”: 18 opere dal 1959 al 2007
IL BRIANZOLO CHE HA “DIPINTO” LA LUCE NEL QATAR MUSULMANO
Dal 10 maggio al 15 giugno le opere di Valentino Vago in mostra alla Galleria Civica “Ezio Mariani” a Seregno.
Il brianzolo che ha “dipinto” la luce nel qatar musulmano E’ stata inaugurata lo scorso marzo Doha, nel Qatar musulmano la chiesa di “Nostra Signora del Rosario”. Ad affrescarne gli interni, con raffigurazioni sacre, è stato chiamato il pittore Valentino Vago, uno dei principali protagonisti dell’arte astratta europea.

L'artista brianzolo, che è stato scelto per decorare la prima chiesa cattolica costruita dal VII secolo nell'emirato della Penisola arabica, sarà in mostra dal 10 maggio al 15 giugno alla Galleria Civica “Ezio Mariani” (via Cavour, 26) a Seregno con la personale "La luce nel cuore". L’inaugurazione è prevista per sabato 10 maggio alle ore 17.00.

La mostra, la “prima” nazionale dopo il rientro di Vago dal Qatar, è intitolata “La luce nel cuore” e ospita 18 dipinti, alcuni di dimensioni molto grandi, che ripercorrono il percorso pittorico dell’artista dal 1959 al 2007. Il catalogo, in vendita a 10 euro, è edito da Silvana Editoriale e contiene anche le immagini del progetto appena concluso in Qatar. I testi sono di Luca Tommasi, Ornella Mignone e Flavio Arensi.

“Si tratta di affreschi unici – spiega il Sindaco Giacinto Mariani - che passeranno alla storia non soltanto per il vibrante splendore dei loro colori, ma anche per il ‘luogo’ in cui si trovano: in una chiesa cattolica in un Paese dove l'Islam wahabita, una setta musulmana ortodossa, è religione il brianzolo che ha “dipinto” la luce nel qatar musulmano di Stato.”

L'edificio sacro è stato costruito su un terreno alla periferia di Doha donato dal sultano Ammad Bin Khalifa Al-Thani. Il progetto è firmato da due architetti milanesi, Rocco Magnoli e Lorenzo Carmellimi. La chiesa, costata 15 milioni di dollari, potrà accogliere fino a 2600 fedeli oltre alle residenze di 12 sacerdoti, che celebreranno ogni giorno la messa in altrettante lingue. Diecimila i metri quadrati affrescati in soli quattro mesi dal pittore 77enne.

Chi entra nella chiesa di Doha, infatti, si trova immerso in uno spazio di luce blu, quella del manto della Madonna a cui la Chiesa è dedicata. Dal colore emergono immagini e storie terrene, in tonalità più scure, mentre quelle che rappresentano l'Aldilà passano da azzurri chiarissimi al bianco, al rosa per poi esplodere nella luce del giallo.

Un'opera realizzata con un metodo originale, come spiega Valentino Vago: “Quando sono arrivato a Doha non avevo né progetti né disegni preparatori. Ho inventato l'intera opera mentre la facevo, svelandola come se fosse già all'interno del muro e io non dovessi fare altro che lasciarla emergere.”La personale, curata da Luca Tommasi, sarà visitabile fino al 15 giugno nei seguenti orari: feriali dalle 16.30 alle 19.00, festivi dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00.

Valentino Vago è nato a Barlassina (Milano) nel 1931; vive e lavora a Milano. Appena terminati gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera, espone alla VI Quadriennale d'Arte di Roma. Nel 1960 tiene la sua prima personale al Salone Annunciata di Milano, presentato da Guido Ballo. Da quel momento il suo lavoro si andrà affermando come uno dei più significativi della pittura italiana in questi ultimi decenni. Inconfondibile per la qualità della luce e la liricità del segno, è stato fino a oggi presentato in oltre novanta mostre personali e importanti collettive in Italia e all'estero. Si ricordano, tra le altre, le partecipazioni a rassegne realizzate dalla Biennale di San Paolo, al Kunstmuseum di Colonia, alla Hayward Gallery di Londra, al Grand Palais di Parigi e, ancora, nei musei di Francoforte, Berlino, Hannover, Vienna. Milano, la sua città d’adozione, gli ha dedicato importanti mostre: nel 1980 a Palazzo Reale e nel 1983 al Pac - Padiglione di arte Contemporanea. Dal 1979 si è dedicato, con continuità, anche alla pittura murale, affrescando ambienti pubblici e privati sia in Italia che all'estero. Oltre una decina di queste interventi sono all’interno di chiese. La prima, quella di San Giulio a Barlassina, è del 1982, l’ultima quella in Qatar, consacrata il 15 marzo di quest’anno.