La persecuzione degli ebrei attraverso i documenti dell’epoca
UNA MOSTRA PER RICORDARE IL 25 APRILE
Il Sindaco: “Non solo una mostra, ma una presenza viva nell’anima della città”.
Una mostra per ricordare il 25 aprile“Le leggi razziali promulgate nel 1938 decretarono la divisione di tutti i cittadini italiani in due categorie: gli ebrei e i non ebrei. È con un sentimento di emozione che mi avvicino alla mostra sulla persecuzione degli ebrei, con cui vogliamo costruire un percorso di memoria e confronto.” Con queste parole il Sindaco Giacinto Mariani ha presentato alla stampa la mostra “1938 – 1945. La persecuzione degli ebrei in Italia”, organizzata con il Comitato Unitario Antifascista in occasione del 25 Aprile.

La mostra, a cura della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica di Milano, sarà inaugurata sabato 26 aprile alle ore 17 presso la Galleria Civica “Ezio Mariani” (via Cavour, 26) e sarà visitabile fino al 4 maggio nei seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle 16.30 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.

Dal 1938 gli ebrei italiani si trovarono al centro di un’imponente campagna politica, promossa dal governo fascista, volta ad allontanare progressivamente la razza ebraica dalla vita nazionale. La mostra ripercorre, attraverso una quarantina di fotografie e documenti dell’epoca, in due fasi distinte, ma collegate storicamente, i momenti cruciali che hanno caratterizzato la persecuzione ebraica in Italia, dal 1938 al 1945.

La prima sezione, 1938-1943, presenta dunque la situazione dell’Italia in questi anni: il controllo del governo fascista sulle comunità ebraiche, i problemi legati al concetto di razza, le leggi e i divieti varati in merito all’integrazione. La seconda sezione della mostra, 1943-1945, verte sulla politica antiebraica condotta dalla Repubblica sociale italiana.

Attraverso documenti sui licenziamenti degli ebrei, la loro espulsione dalle scuole o dalla società, la confisca dei beni, le lettere, i diari e le fotografie, questa mostra racconta la persecuzione, mettendo in luce sia la storia complessiva, sia le “storie” dei singoli. “Non vuole essere una mostra tradizionale – ha detto il Sindaco – ma un luogo di ricordo aperto a tutti, per discutere e dialogare. Da qui bisogna costruire e tramandare la nostra memoria. Questa mostra vuole essere uno ‘spazio libero’, una presenza viva nell’anima della città.”