Dal 14 marzo al 19 aprile
MIMMO ROTELLA, L’ARTE “STRAPPATA”
Alla Galleria civica “Ezio Mariani” in mostra i manifesti strappati che negli anni Cinquanta lanciarono il “décollage”.

Mimmo Rotella, l’arte “strappata”“Strappare i manifesti dai muri è la sola compensazione, l' unico mezzo per protestare contro una società che ha perso il gusto delle trasformazioni favolose”. Nella vanitosa Roma della “dolce vita” felliniana (siamo alla fine degli anni Cinquanta), Mimmo Rotella sperimenta nuovi mezzi di comunicazione che anticipano di una decina d'anni il movimento della pop art. Dai muri della città eterna strappa i manifesti cinematografici e li incolla su tela, li rielabora e li manipola, ricostruendo la pittura attraverso il materiale cartaceo.

La mostra “Ciak: Rotella”, alla Galleria civica “Ezio Mariani” (via Cavour - Seregno) dal 14 marzo al 19 aprile, ripercorre questo periodo magico di Rotella. Attraverso 13 selezionati décollages di grandissime dimensioni (150cmx200 cm) dal 1967 al 2004, mette in evidenza la febbre sperimentale che ha segnato le opere dell'artista calabrese recentemente scomparso (l’8 gennaio 2006 a 88 anni).

Con il gesto della lacerazione, Rotella altera le icone della celluloide, da Marilyn Monroe a Charlie Chaplin, da Sofia Loren a Liz Taylor, da Clark Gable a John Wayne che, come dice il fondatore del nouveau réalisme, Pierre Restany, diventano “più reali del mito che incarnano, più reali della realtà che rappresentano.” Nasce così il “décollage”, un modo per definire la capacità di rigenerare e reinventare, frutto, in primo luogo, dello sguardo attento sulle “cose” del quotidiano.

“Facevamo la fame, solo qualche oste benevolo ci dava da mangiare in cambio di qualche quadro”. Così raccontava gli anni difficili, tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta, vissuti tra le trattorie romane intorno a Piazza del Popolo. Non immaginava certo, allora, che quella sua illuminazione (così chiamava l'idea di strappare i manifesti per strada) avrebbe portato una sua tela, nel 2003 a Londra, a superare i 600 mila euro.

Il destino chiama Rotella in una mattina del 1953: “Giravo in Piazza del Popolo ero in crisi, non volevo più dipingere, poi vedo un manifesto lacerato. Mi fermo. Ho una illuminazione. Forse è questo il nuovo messaggio, mi dico”. Ma non ha il coraggio di esporli. Poi, un giorno li mostra a un giovane critico, Emilio Villa, ed è invitato a una esposizione su un barcone sul Tevere. Un giornalista americano, Milton Gendel di Art News scrive: “Rotella è un neodadaista”. È la svolta. Così nasce il décollage, rottura con la pittura, e creazione di uno spazio nuovo sulla tela proprio come le cuciture dei sacchi di Burri e i tagli di Fontana.

Queste le opere esposte: “Marylin multipla”, “Vera Cruz”, “King Creole”, “Batman”, “Diabolik”, “Arret d’autobus”, “Marylin color”, “La ciociara Sofia”, “Via col vento”, “A qualcuno piace caldo”, “Asso”, “Fronte del Porto” e, unico artypo su plastica, “Solo sotto le stelle”.

La mostra, curata da Luca Tommasi, sarà inaugurata sabato 14 marzo alle ore 17. Fino a domenica 19 aprile potrà essere visitata nei seguenti orari: feriali dalle 16.30 alle 19.00, festivi dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00. Il catalogo, in vendita a 10 euro, è edito da Silvana Editoriale.