Dal 26 settembre al 1 novembre in Galleria “Ezio Mariani”
VIAGGIO NEL MONDO DI CASSINARI
Dai coloratissimi oli, ai disegni fino ai bronzi: omaggio a un protagonista del Novecento.

La fenetre de l’atelier (1962)“Bruno Cassinari. Opere 1948-1990”. E' il titolo della mostra, promossa dal Comune di Seregno, aperta dal 26 settembre al 1 novembre negli spazi della Galleria “Ezio Mariani”, in via Cavour a Seregno. Ventinove le opere esposte tra oli, disegni e bronzi: i momenti centrali della carriera di uno dei più importanti artisti del '900 Presente anche una collezione di ventotto disegni di piccole dimensioni.

La mostra, curata da Luca Tommasi, sarà inaugurata sabato 26 settembre alle ore 17. Fino a domenica 1 novembre la personale di Cassinari potrà essere visitata nei seguenti orari: feriali dalle 16.30 alle 19.00, festivi dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00. Il catalogo, in vendita a 10 euro, è edito da Silvana Editoriale.

Un posto di rilievo occupano le opere storiche dell’immediato dopoguerra tra cui Il cappello verde, olio su tela del 1948, Natura morta del 1952, anno nel quale vinse il gran premio di Pittura alla Biennale di Venezia, e due capolavori del periodo astratto-espressionista di Antibes, Ricordo d’Antibes del 1956 e Frutti e Foglie del 1957.

Cassinari, scomparso nel 1992 all’età di 80 anni, è nato a Piacenza nel 1912, ma ha trascorso parte della sua vita in Brianza, prima a Mondonico, frazione di Olgiate Molgora, nel 1942 per sfuggire ai rastrellamenti tedeschi che imperversavano a Milano, poi a Missaglia.

Dopo aver studiato a Brera con Aldo Carpi, nel 1938 aderisce a “Corrente”, il movimento di giovani artisti antifascisti che faceva capo alla rivista “Vita giovanile”, fondata da Treccani, Morlotti, Guttuso, Birolli. Nel 1941, a Milano, la prima “personale”, che gli vale uno straordinario apprezzamento di Elio Vittorini (“Una grazia gli ha perforato le mani”). La consacrazione, però, avvenne nel dopoguerra: Biennali e Quadriennali.

Nel 1946 è uno dei firmatari del Fronte nuovo delle arti. Punti iniziali di riferimento di Cassinari furono Van Gogh e l' Espressionismo, cui seguirono le suggestioni di Modigliani e di Picasso (che lo definirà “Pittore di statura europea”). L' amicizia con l' artista spagnolo nacque ad Antibes, dove il pittore piacentino visse dal '49 al ’53 e dove conosce, oltre Picasso, Matisse, Braque, Chagall. Col passare del tempo, Cassinari si ispira sempre più alla realtà.

Dipinge paesaggi, nature morte, cavalli e donne con i visi a raggiera e gli sguardi incrociati. Oltre che alla pittura, Bruno Cassinari si è dedicato alla scultura, alla illustrazione di libri, alla scenografia, alla produzione di cartoni per arazzi. Pregevoli e molto apprezzati sono anche i suoi fogli di grafica, che l'hanno visto attivamente impegnato per tutta la vita.

Queste le opere esposte: Il cappello verde (olio – 1948), Natura morta (olio – 1952), Composizione (Ricordo d’Antibes – olio - 1956), Frutti e foglie (olio – 1957), Enrica (olio – 1956), La fenetre de l’atelier (olio – 1962), Il gallo (olio – 1968), I fiori dell’ amore (olio – 1968), La cortigiana (olio – 1968), Collina (olio – 1989), Crepuscolo (olio – 1990), Pomeriggio d’agosto (olio – 1990), Mare profondo (olio – 1990), Armonia in verde (olio – 1990), Emir e cavalli (disegno – 1972), Cavalli (disegno), Cavalli studio (disegno), L’urlo (bronzo – 1973), Testa di cavallo (bronzo – 1977), Cavallino (bronzo).

Dal 26 settembre al 1 novembre in Galleria “Ezio Mariani”
VIAGGIO NEL MONDO DI CASSINARI
Dai coloratissimi oli, ai disegni fino ai bronzi: omaggio a un protagonista del Novecento.
Scritto il: 22/09/2009
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La fenetre de l’atelier (1962)“Bruno Cassinari. Opere 1948-1990”. E' il titolo della mostra, promossa dal Comune di Seregno, aperta dal 26 settembre al 1 novembre negli spazi della Galleria “Ezio Mariani”, in via Cavour a Seregno. Ventinove le opere esposte tra oli, disegni e bronzi: i momenti centrali della carriera di uno dei più importanti artisti del '900 Presente anche una collezione di ventotto disegni di piccole dimensioni.

La mostra, curata da Luca Tommasi, sarà inaugurata sabato 26 settembre alle ore 17. Fino a domenica 1 novembre la personale di Cassinari potrà essere visitata nei seguenti orari: feriali dalle 16.30 alle 19.00, festivi dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00. Il catalogo, in vendita a 10 euro, è edito da Silvana Editoriale.

Un posto di rilievo occupano le opere storiche dell’immediato dopoguerra tra cui Il cappello verde, olio su tela del 1948, Natura morta del 1952, anno nel quale vinse il gran premio di Pittura alla Biennale di Venezia, e due capolavori del periodo astratto-espressionista di Antibes, Ricordo d’Antibes del 1956 e Frutti e Foglie del 1957.

Cassinari, scomparso nel 1992 all’età di 80 anni, è nato a Piacenza nel 1912, ma ha trascorso parte della sua vita in Brianza, prima a Mondonico, frazione di Olgiate Molgora, nel 1942 per sfuggire ai rastrellamenti tedeschi che imperversavano a Milano, poi a Missaglia.

Dopo aver studiato a Brera con Aldo Carpi, nel 1938 aderisce a “Corrente”, il movimento di giovani artisti antifascisti che faceva capo alla rivista “Vita giovanile”, fondata da Treccani, Morlotti, Guttuso, Birolli. Nel 1941, a Milano, la prima “personale”, che gli vale uno straordinario apprezzamento di Elio Vittorini (“Una grazia gli ha perforato le mani”). La consacrazione, però, avvenne nel dopoguerra: Biennali e Quadriennali.

Nel 1946 è uno dei firmatari del Fronte nuovo delle arti. Punti iniziali di riferimento di Cassinari furono Van Gogh e l' Espressionismo, cui seguirono le suggestioni di Modigliani e di Picasso (che lo definirà “Pittore di statura europea”). L' amicizia con l' artista spagnolo nacque ad Antibes, dove il pittore piacentino visse dal '49 al ’53 e dove conosce, oltre Picasso, Matisse, Braque, Chagall. Col passare del tempo, Cassinari si ispira sempre più alla realtà.

Dipinge paesaggi, nature morte, cavalli e donne con i visi a raggiera e gli sguardi incrociati. Oltre che alla pittura, Bruno Cassinari si è dedicato alla scultura, alla illustrazione di libri, alla scenografia, alla produzione di cartoni per arazzi. Pregevoli e molto apprezzati sono anche i suoi fogli di grafica, che l'hanno visto attivamente impegnato per tutta la vita.

Queste le opere esposte: Il cappello verde (olio – 1948), Natura morta (olio – 1952), Composizione (Ricordo d’Antibes – olio - 1956), Frutti e foglie (olio – 1957), Enrica (olio – 1956), La fenetre de l’atelier (olio – 1962), Il gallo (olio – 1968), I fiori dell’ amore (olio – 1968), La cortigiana (olio – 1968), Collina (olio – 1989), Crepuscolo (olio – 1990), Pomeriggio d’agosto (olio – 1990), Mare profondo (olio – 1990), Armonia in verde (olio – 1990), Emir e cavalli (disegno – 1972), Cavalli (disegno), Cavalli studio (disegno), L’urlo (bronzo – 1973), Testa di cavallo (bronzo – 1977), Cavallino (bronzo).

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